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Scalare la vetta di Google

Scalare la vetta di Google

Cos’è Google?

Google è senza dubbio il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Nell’immaginario collettivo, una sorta di divinità: in pochi clic, tutta la
conoscenza che cerchiamo e desideriamo è a portata di mano.
Ma Google non è solo uno strumento di ricerca: è anche mappe, video, posta elettronica, informazione…

Chi è realmente Google e quanto peso ha sulle nostre vite e sulla nostra percezione del mondo? I risultati delle ricerche dipendono solo dall’algoritmo calcolato da Larry Page e Sergey Brin… o c’è dell’altro? E’ possibile intervenire sulle dinamiche di indicizzazione di un sito? Ma
soprattutto: come si fa a scalare la vetta di Google?
Per capire come scalarne la vetta dobbiamo innanzitutto chiederci chi è GOOGLE e come ha fatto a diventare il motore di ricerca più famoso al mondo.

Come siamo cambiati?

La chiave di volta impressa da Google è stata cambiare il punto di vista sulle cose e questo significa anche cambiare le persone e il loro modo di rapportarsi alla realtà, sia essa virtuale o meno.
Ma qual è questo punto di vista? Ce lo spiega Massimo Marchiori, docente di matematica pura presso l’università di Padova e ideatore di Hyper Search, un motore di ricerca che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Quest’idea è stata poi riutilizzata da Google per elaborare l’algoritmo del PageRank.

La visione organica di Google

Massimo Marchiori ci ha detto che la pagina di un sito non è più vista come elemento a sé stante e va considerata in funzione della sua appartenenza ad un sistema più ampio.
Il concetto di “pageranking” è alla base dell’algoritmo creato da Sergey Brin e Larry Page.
Come funziona questo algoritmo?

Opss…

Non ci è dato di sapere come sia strutturato l’algoritmo, tuttavia sappiamo che si fonda sull’idea che le pagine più linkate su Internet siano quelle più importanti. In effetti è come se una pagina web, linkando ad un’altra pagina, esprimesse una sorta di preferenza.

Google ha quindi proposto una visione organica del web: la rete è fatta di relazioni che contribuiscono a dare autorevolezza ai contenuti di una pagina piuttosto che a un’altra.

L’algoritmo di Google è quindi una vera e propria miscela di variabile umana e matematica, poiché sono le libere scelte umane a imporre un certo tipo di comportamento all’algoritmo. Esiste un modo per coniugare l’elemento “umano” e quello “matematico” allo scopo di forzare il risultato di una ricerca?
Ebbene, c’è chi è riuscito a farlo e a fregare Google…

Si tratta di Federico Calzolari, un ricercatore dell’Università Normale di Pisa.

I trucchi per scalare Google

Federico Calzolari è quindi riuscito a ingannare il motore di ricerca con una sua intuizione e una bella dose di matematica. Non tutti però hanno le competenze per scrivere un codice che inoltri automaticamente delle query, per di più stando attenti a non farsi beccare…

Ma quanto può essere modificata la posizione di un elemento nei risultati del motore di ricerca?

Chiunque abbia mai aperto un blog o abbia un minimo di dimestichezza con Google sa bene che la posizione di un sito nei risultati di ricerca è tutt’altro che statica… anzi, cambia piuttosto frequentemente, non solo in base ad operazioni matematiche ma anche in conseguenza di azioni squisitamente umane.

In fondo la realtà che Google ci mostra non è altro che la realtà che gli utenti stessi disegnano attraverso le tracce dei loro percorsi nel Web, i
link che cliccano e le parole che cercano.

Ma cosa cercano le persone in rete e come si può sfruttare la conoscenza di questi dati per plasmare i risultati di una ricerca? Esiste una disciplina che si occupa proprio di rispondere a questa domanda. Si chiama Search Engine Optimization (SEO) e ce ne parla Francesco Gavello, un esperto di SEO marketing.

L’importanza della partecipazione

Google perciò funziona associando le parole cercate alle parole contenute in un sito, secondo 3 parametri: keywords, tag url. Ma la rete cresce a livello esponenziale ed ogni giorno nascono circa 120mila blog. Che possibilità ci sono per un blogger di non rimanere sepolto sotto la coltre spessa dei siti più conosciuti?

Quali sono i trucchi che un editore indipendente può utilizzare per scalare la vetta di Google? Una delle cose più importanti – se non fondamentali – è essere iscritti ai social network più popolari. Le pagine-profilo su Facebook, ad esempio, appaiono frequentemente nei risultati di ricerca.
Stesso dicasi per Twitter, Flickr e tanti altri servizi. Partecipare alla vita della Rete è fondamentale per chi voglia avere una posizione di rilievo nei risultati di ricerca; è questa l’opinione di Marco Zamperini, CTO di Value Team e uno dei massimi esperti del Web in Italia.

Marco Zamperini afferma che l’immagine del Web che ci restituisce Google non è completa perché dipende anche da fattori esterni al Web (ne è un esempio la censura attuata da Google e da altri motori di ricerca in Cina).

A questo punto appare evidente che I principi in base ai quali Google elabora i risultati di ricerca non si basano solo su keywords, tag e URL… Un tassello fondamentale è rappresentato dall’attualità di una pagina Web, ovvero dalla freschezza dei contenuti che propone. Un sito aggiornato frequentemente, come ad esempio un blog, ha più possibilità di emergere nella classifica di Google rispetto a un sito statico e aggiornato raramente.

E se Google sparisse?

Abbiamo visto come scalare la vetta di GOOGLE e quanto sia importante per le nostre vite sociali e professionali avere una presenza su questo motore di ricerca… ma cosa accadrebbe se Google sparisse all’improvviso? Risponde Chris Anderson.

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