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Trasformare un video in un virale

Trasformare un video in un virale

Cos’è un video virale?

Il video virale: il simbolo delle potenzialità della comunicazione in rete e delle nuove opportunità del marketing. La frase più ripetuta in tutte le agenzie di comunicazione è probabilmente “Voglio una campagna virale”. Il termine virale in realtà non riguarda solo i video, ma in generale tutti quei tipi di contenuto che hanno una diffusione esponenziale attraverso il passaparola.

La rete ha permesso che questa diffusione si ampliasse in modi mai vista prima, attraverso la semplicità degli strumenti di sharing e la portabilità del contenuto su diverse piattaforme: siti, blog, pagine personali sui social network, hanno permesso di raggiungere milioni di persone in tutto il mondo.

Il video per la sua natura coinvolgente e totalizzante, affascina e cattura l’attenzione. I video online, inoltre, sono spesso brevi e immediati, e perciò perfetti per la condivisione istantanea. L’uso dei servizi di videosharing si è ormai affermato nella nostra quotidianità, facilitando l’esplosione di questo fenomeno. Spesso però dimentichiamo che si tratta di un fenomeno molto recente…

Nuove metodologie di fruizione

Tutto è nato quindi da un fattore tecnologico: Flash. Flash ha permesso agli utenti di pubblicare facilmente I propri video: non importa con quale tecnologia siano stati realizzati: una telecamera professionale o un cellulare, la piattaforma su cui lo stiamo pubblicando lo convertirà automaticamente e in pochi minuti nel formato standard: .flv

La tecnologia ci ha permesso di condividere contenuti, tra cui video, favorendo la nascita di un nuovo paradigma di fruizione. Si diffondono termini come spettatore attivo, prosumer, user generated content, in contrapposizione all’idea di pubblico televisivo abituato a guardare la TV sul divano con snack e bibite tra le mani, immobile e passivo davanti ai programmi che l’emitente gli propone.. la tipica “couch potato”. Forse la rivoluzione digitale ha radici analogiche più antiche di quanto possiamo immaginare… Ne parliamo con Fausto Colombo, docente presso l’Università Cattolica di Milano.

Misurare il successo di un virale

La differenza sostanziale tra la fruizione dei video online rispetto a quella televisiva, è la possibilità di misurarne il successo con un parametro molto chiaro: le views. Ogni pagina riporta il numero di visualizzazioni, i commenti e le video risposte degli utenti.

Questi elementi contribuiscono a determinare le classifiche di YouTube.

Scalare queste classifiche ed arrivare sull’homepage di YouTube è l’obiettivo di qualunque video che ambisca allo status di virale. Per essere apprezzato dalla community deve pertanto essere un contenuto coinvolgente, appassionante. Insomma deve avere delle caratteristiche specifiche. Ne abbiamo discusso con Mirko Pallera di NinjaMarketing.

In effetti alcuni dei video più visti sono quelli che rappresentano situazioni tipiche della nostra quotidianità.
La vita da ufficio è l’esempio perfetto: rappresaglie contro colleghi antipatici e capi; battaglie tra i vari dipartimenti dell’ azienda, eccessi d’ira contro stampanti e fax…

Ma qual è la motivazione che spinge una persona a condividere un video? Lo abbiamo chiesto ai ragazzi diBright.ly, autori del video virale Save the Text Save the Words.

Strumento del marketing moderno

Internet sta diventando un hub in cui tutto è reperibile e gli utenti sembrano apprezzarlo. Secondo una stima di Nielsen NetRatings del 2008, gli italiani online sono circa 26 milioni, di cui il 25% con meno di 25 anni

Ciascuno trascorre circa 13 minuti al mese a guardare video.

Non c’è da stupirsi se anche il marketing si sia accorto del potere che la rete ha di raggiungere un numero enorme di potenziali consumatori. Consumatori che nei social network sono in grado di veicolare spontaneamente il loro messaggio, diventando i testimonial del prodotto per il proprio gruppo di riferimento. I video virali sono diventati il must per le agenzie e le aziende, che sempre più stanno popolando YouTube e in generale I social network con contenuti promozionali. Come si stanno comportando le aziende? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Diegoli, un consulente di marketing nonché popolare blogger italiano.

Esperimenti di viral marketing

Le aziende hanno deciso quindi di sperimentare questa modalità di comunicazione, con qualche difficoltà… Nel mondo pre-digitale la creazione di una campagna aveva un iter consolidato: l’azienda produce un brief creativo, con il quale trasferisce all’agenzia gli obiettivi della campagna e I valori che il marchio vuole comunicare; l’agenzia interpreta il brief e immagina lo spot, che viene realizzato da una società di produzione. Su internet queste procedure stanno completamente saltando… Per l’occasione abbiamo intervistato Anna Ricotti di Lovable, che è stata una delle prime aziende a sperimentare l’uso dei video online per la realizzazione di una campagna “virale”.

La “spintarella”

Il marketing impone regole e certezze.

Partendo dal presupposto che è il contenuto ad essere virale, cioè in grado o meno di stimolare la voglia di condivisione, esistono però degli strumenti e delle tecniche specifiche che rendono il virale meno imprevedibile.

A mano a mano che il virale diventa una forma consolidata di marketing, queste regole base, accessibili a tutti, si stanno trasformando in vere e proprie professioni: persone pagate per dare la famosa “spintarella”. Ne discutiamo con Andrea Febbraio, presidente di Promodigital – una società che si occupa di buzz marketing e viral seeding.

Insomma, il viral marketing è sempre più codificato e a quanto sembra sempre più utilizzato. Nel 2008 Feed Company ha realizzato una ricerca intervistando 40 responsabili delle migliori agenzie di comunicazione americane. Pare che il 72% dei loro clienti sia favorevole ad adottare questa forma di comunicazione per I propri prodotti; motivazione della scelta? Costa poco e ha un pubblico potenziale di enorme portata.

In conclusione: i virali sono il teatro spontaneo di una catarsi collettiva o un’arena del nuovo marketing? Quale futuro attende i virali? Per il momento non abbiamo una risposta certa ma sappiamo esattamente quello che ci riserva il presente.

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