Il cinema, la fabbrica dei sogni: storie che accompagnano la nostra vita, ne scandiscono in momenti salienti, interpretando un’epoca e una società. Ma il cinema non è solo un’arte, e anzi è prevalentemente un business, parte fondamentale della cosiddetta industria culturale. Un’industria che in quanto tale ha delle precise modalità produttive e degli apparati consolidati per generare prodfitto, in primo luogo la distribuzione. Qual è la storia della distirbuzione cinematografica e come sta cambiando sotto la spinta del digitale?
Il cinema perciò si trova di fronte a due cambiamenti fondamentali: un nuovo canale di distribuzione che frammenta l’audience su diverse piattaforme e il crollo delle barriere d’accesso ai mezzi di produzione e distribuzione. Quest’ultimo punto è probabilmente il più dirmompente: nuovi registi possono emergere dall’anonimato e rivelarsi al pubblico producendo opere che distribuiscono online senza costi e senza l’intermediazione di altri soggetti. Come sta cambiando il cinema grazie alla Rete? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Niola, giornalista e critico cinematografico da sempre attento alle dinamiche del Web.
Probabilmente I primi a produrre film per il puro gusto di farlo, senza alcuno scopo commerciale, sono stati i fan. I primi fan film infatti risalgono già agli anni 80, quando le telecamere consumer e le VHS si affacciano sul mercato, permettendo di distribuire e far circolare I contenuti semplicemente spedendoli via posta ai membri del fan club. Oggi I fan film sono più complessi e a volte indistinguibili dal film originale. E’ il caso di “Dark Resurrection” – ispirato a Star Wars – prodotto per il LucasFilm Contest e diventato un cult grazie al passaparola online. Abbiamo chiesto ad Angelo Licata, regista del film, di parlarci del progetto e di come lo ha realizzato.
Ma non sono solo I fans a diffondere le proprie produzioni online; molti altri registi stanno popolando la rete di film indipendenti, a volte ottenendo un notevole successo. Quali sono le tecniche per produrre un film destinato al web? E soprattutto, è possibile generare un guadagno da una produzione per la rete? Insomma, come si diventa novelli Steven Spielberg? “Torno Subito” è il primo film in alta definizione distribuito online e abbiamo chiesto a Simone Damiani, il regista, di raccontarci come ha fatto a distribuire il film online.
La rete quindi non produce un guadagno, se non in termini di visibilità: una sorta di generatore di opportunità. Ma il digitale e la rete stanno producendo anche altre innovazioni, che riguardano prevalentemente il suo linguaggio: quella di internet è la cultura del remix, del cut up, in cui I riferimenti culturali si mischiano all’incrocio di generi prima rigorosamente separati. Un esempio? Cinema e videogiochi. Ne parliamo con Alessandro Schiassi, uno degli ideatori del fan-movie di “Metal Gear Solid”.
Le opportunità esistono e anche le major se ne sono accorte: sono ormai molti i contest online per giovani registi, a volte anche supportati da mostri sacri del cinema. E’ il caso di Spike Lee, che da tempo promuove e patrocina il contest lanciato dalla piattaforma tv babelgum e rivolto a giovani registi. Dunque: prendete la telecamera e girate il film di domani… non diventerete ricchi, ma avrete qualcosa da raccontare ai vostri nipoti…
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