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	<title>Geek Files.tv &#187; Prima Stagione</title>
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	<description>Infiltrati nella Rete</description>
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		<title>Organizzare un viaggio low cost</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio economico]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio low cost]]></category>
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		<description><![CDATA[Titolo: “Come organizzare un viaggio super-economico?”. Per l’occasione il team di Geek Files è andato a Parigi per provare sulla propria pelle cosa significa mettere a punto un itinerario di viaggio spendendo il meno possibile utilizzando internet.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo: “Come organizzare un viaggio super-economico?”. Per l’occasione il team di Geek Files è andato a Parigi per provare sulla propria pelle cosa significa mettere a punto un itinerario di viaggio spendendo il meno possibile utilizzando internet.</p>
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		<title>Rubare l’identità di una persona</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Calia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[furto di identità]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è il furto d’identità

Essere accusati di aver compiuto azioni criminali di cui non siamo colpevoli. Ricevere un conto astronomico dalla banca, quando non abbiamo mai speso quel denaro. Fornire dati sensibili pensando che sia il nostro istituto di credito a chiederli. E’ il furto di identità, uno dei reati con il maggiore tasso di crescita. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Cos’è il furto d’identità<br />
</h3>
<p>Essere accusati di aver compiuto azioni criminali di cui non siamo colpevoli. Ricevere un conto astronomico dalla banca, quando non abbiamo mai speso quel denaro. Fornire dati sensibili pensando che sia il nostro istituto di credito a chiederli. E’ il furto di identità, uno dei reati con il maggiore tasso di crescita. In Italia, nel 2006, sono stati contati oltre 17mila tentativi di frode creditizia, il 55% in più rispetto al 2005. In pratica, un consumatore su 4 è vittima di furto d’identità… Ma cosa si intende per furto di identità e qual è la sua storia?</p>
<p>I cracker quindi sono le persone che materialmente sono in grado di sferrare un attacco contro la nostra identità. Il più diffuso è il phishing, la “pesca” di informazioni attraverso tecniche di ingegneria sociale. Cos’è esattamente il phishing e chi c’è dietro? Sono davvero ragazzini alla ricerca di un po’ di soldi facili, o c’è dell’altro? Ne parliamo con Raoul Chiesa, un ethical hacker tra i più famosi al mondo.</p>
<h3>La tecnologia dell’inganno</h3>
<p>Aziende con fatturati astronomici, prestanome e riciclaggio di denaro. E ancora: bot net, denial of service per ricattare le aziende, p2p che copiano dati riservati sui computer degli utenti. Cosa si può fare per arginare il fenomeno? Ce lo dice Alessandro Rossetti, membro dell’International Information System of Forensics Associations.<br />
Come è facile immaginare, però, la tecnologia è più veloce della legge e il phishing sta già subendo diverse evoluzioni. Il vishing per esempio, l’unione di phinshing e voice over IP. O i social network, miniere di informazioni preziose per eventuali criminali. Raoul Chiesa ci spiega di cosa si tratta e come funziona un attacco di phishing.</p>
<h3>Le organizzazioni dietro il phishing<br />
</h3>
<p>I social network sono un bersaglio molto interessante per i criminali; criminali alle cui spalle c’è un’organizzazione estremamente articolata. L’idea romantica del cracker solitario sembra ormai tramontata, a favore di una catena di figure chiave, ognuna con il suo ruolo. Ne parla Alessandro Rossetti.<br />
E’ certamente una catena complessa, ma gli strumenti per farne parte sono a disposizione di tutti: ovviamente online.</p>
<h3>Cloud Computing<br />
</h3>
<p>A mano a mano che le nostre attività online si fanno più intense, la nostra identità è sempre più esposta. Anche perché spesso questa non dipende che da un semplice log in: uno user name e una password, saputi i quali chiunque può disporre di noi come desidera. Ci accingiamo, infine, ad entrare nell’era del cloud computing, un nuovo paradigma in cui l’utente finale non lavora su dati e software in locale sul suo computer, ma su dati e applicazioni online, archiviati su server gestiti dagli operatori di rete. Il cloud computing è la promessa del futuro, ma pone anche alcune domande circa la sicurezza. Come essere certi che nessuno avrà accesso ai nostri documenti? Ne parliamo con Carlo Marchini, responsabile della divisione Enterprise di Google Italia.<br />
Dunque il cloud computing è il futuro, e questo è innegabile, anche perché i vantaggi che porta sono certamente consistenti: aggiornamento automatico dei software; interoperabilità; disponibilità continua dei dati a prescindere dal terminale che si usa. Ma come essere sicuri? Esistono delle soluzioni che aiutano a mettere in sicurezza i nostri dati sensibili. Una di questa è l’uso di password manager.<br />
Abbiamo visto come funziona il furto di identità e quali sono le tecniche utilizzate dai criminali, vere e proprie organizzazioni transanazionali. </p>
<p>Abbiamo anche visto come proteggere le proprie informazioni, in primis dati di log in e dati bancari, attraverso l’uso di password manager. Un’altra precauzione da prendere è certamente quella di prestare la massima attenzione all’installazione di software e plug in che non conosciamo: potrebbero nascondere dei malware che infettano il nostro computer. Ma la precauzione migliore è senza dubbio il buon senso: difficilmente un’azienda a cui non abbiamo mai mandato un curriculum ci proporrà un lavoro che prevede un impegno minimo in cambio di uno stipendio da 1000 euro al mese! E difficilmente un re africano che deve fuggire con una valigia piena di denaro sceglierà proprio noi per custodire l’intera somma, offrendoci per di più un ricco compenso per il disturbo!</p>
<p>Il file è archiviato. Aspettiamo i vostri commenti per aggiornarlo!</p>
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		<title>Diventare ricchi con eBay</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[ebay]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare con ebay]]></category>
		<category><![CDATA[soldi con ebay]]></category>
		<category><![CDATA[top sellers ebay]]></category>

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		<description><![CDATA[Come funziona eBay
Una community globale di circa 84 milioni di utenti. Transazioni pari, nel secondo quadrimestre del 2008, a circa 25 miliardi di dollari.
Più di16.500 italiani hanno una fonte di reddito primaria o secondaria derivante dale loro attività su eBay. Ma come hanno fatto?
Come si diventa ricchi con eBay? Prima di scoprire come sfruttare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Come funziona eBay</h3>
<p>Una community globale di circa 84 milioni di utenti. Transazioni pari, nel secondo quadrimestre del 2008, a circa 25 miliardi di dollari.<br />
Più di16.500 italiani hanno una fonte di reddito primaria o secondaria derivante dale loro attività su eBay. Ma come hanno fatto?<br />
Come si diventa ricchi con eBay? Prima di scoprire come sfruttare al meglio I suoi servizi e I suoi meccanismi, scopriamo chi è eBay e perchè è diventato il sito di aste più conosicuto al mondo.</p>
<p>L’integrazione tra eBay e PayPal ha sicuramente favorito il successo della piattaforma. Una piattaforma per certi versi complessa: diverse tipologie di vendita, dalle aste al compralo subito; un sistema di autoregolamentazione interna che disciplina i comportamenti della community; un sistema di feedback che stabilisce l’affidabilità dei venditori. Insomma: come funziona eBay, e come si fa a sfruttarne tutte le potenzialità? Ne parliamo con Daniele Bogiatto, la cui qualifica ufficiale &#8211; riconosciuta da eBay &#8211; è quella di super esperto di eBay.</p>
<h3 id="fragment-name2">Aumentare il feedback positivo</h3>
<p>Il consiglio di Daniele quindi è quello di approcciare eBay come una qualsiasi impresa commerciale: occorre fare un’accurata analisi di mercato, scegliere un prodotto di nicchia, volorizzarlo, ed effettuareun numero elevato di transazioni così da aumentare il proprio feedback.<br />
Pare che questo consiglio sia stato seguito alla lettera da Giuseppe Arona, aka Pineron, uno dei maggiori PowerSellers italiani di ebay.</p>
<h3 id="fragment-name3">Truffe e abusi su eBay</h3>
<p>Ebay non è tutto rose e fiori, dice Pineron. In effetti è sufficiente fare un ricerca in rete per scoprire che non sono pochi gli utenti non completamente soddisfatti dell’esperienza avuta su eBay. Per questo è nato un sito, ebayabuse, che si occupa di monitorare quotidianamente eBay.it, alla ricerca di potenziali truffe, mettendo in guardia gli utenti circa feedback gonfiati o aste sospette. Ce ne parla il suo fondatore, Rosario Terrazzano, che ha chiesto di non essere riconoscibile perché soggetto a minacce.</p>
<p>Noi non prendiamo posizione rispetto alle affermazioni di Terrazzano. Certamente però ci sarebbe piaciuto dare spazio anche ad una voce ufficiale di eBay italia, la quale, tuttavia, ha gentilmente declinato il nostro invito. Tutte queste transazioni anomale, tuttavia, non sono passate inosservate, non solo a eBay abuse e ai sistemi di controllo interni alla piattaforma, ma neanche alla Guardia di Finanza. A Febbraio è stato chiesto ad eBay di fornire I dati di alcuni utenti sospettati di aver evaso il fisco tra iln 2003 e il 2007. A quanto pare diventare ricchi con eBay è possible: in fondo, anche se online, la regola di mercato sono rimaste le stesse, prima fra tutte, l’incontro tra domanda e offerta.<br />
Se volete lanciarvi nel magnifico mondo delle aste online individutate una nicchia di mercato, acquistate dei prodotti che soddisfino le esigenze di questa nicchia e iniziate a vendere. Stando sempre attenti a feedback poco chiari o offerte troppo vantaggiose.</p>
<p>Il file è archiviato. Aspettiamo i vostri commenti per aggiornarlo!</p>
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		<title>Diventare una pornostar online</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/05/28/diventare-una-pornostar-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 06:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[diventare pornostar]]></category>
		<category><![CDATA[internet porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornostar online]]></category>
		<category><![CDATA[video porno internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli albori del porno
Internet viene spesso dipinto dai media come la dimora incontrastata del porno: siti per chat erotiche, piattaforme per video hard, blog a luci rosse. Ma è davvero così? A quanto pare si. Il porno, infatti, è una delle industrie più floride del mondo, e sembra aver trovato nella rete il suo ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Gli albori del porno</h3>
<p>Internet viene spesso dipinto dai media come la dimora incontrastata del porno: siti per chat erotiche, piattaforme per video hard, blog a luci rosse. Ma è davvero così? A quanto pare si. Il porno, infatti, è una delle industrie più floride del mondo, e sembra aver trovato nella rete il suo ambiente naturale. Ma quand’è che il sesso è diventato un’industria?</p>
<p>La possibilità per chiunque di fruire e addirittura produrre e pubblicare contenuti pornografici ha indubbiamente contribuito a “sdoganare” il genere e a renderlo ancora più popolare. Ma questa maggiore disponibilità di contenuti non ha sempre portato vantaggi all’industria: tra copie non autorizzate pubblicate online, a nuovi protagonisti casalinghi, il porno come professione sta subendo diversi cambiamenti… Con uno sforzo di immaginazione, neanche troppo grande, possiamo dipingere un ritratto dell’aspirante porno divo: esibizionista, sicuro di sè, e dotato di un qualche talento. Ma chi sono invece gli utenti del porno? Chi c’è dall’altra parte dello schermo? Ne parliamo con Federico Ferrazza, autore del libro “Personal Porno”.</p>
<h3 id="fragment-name2">Internet e le pornostar</h3>
<p>Abbiamo detto che l’america, e la California in particolare, sono la patria del porno. Non è quindi un caso che siano stati proprio gli stati uniti a inventare il genere che in rete funziona meglio… il gonzo. Ce ne parla Francesco Malcom, attore porno di fama mondiale.</p>
<h3 id="fragment-name3">User-generated porn</h3>
<p>Anni e anni di televisione ci hanno ormai insegnato che non tutto ciò che viene raccontato è reale.. a quanto pare questa legge vale anche per il porno. E’ un dato di fatto, però, che gli utenti sembrano apprezzare la possibilità di esibire le proprie performance e condividerle con gli altri. Ne parliamo con Salvatore Agosta e Angelo Recca, i creatori di pornari.com</p>
<h3 id="fragment-name4">I numeri giusti</h3>
<p>Orde di uomini in cravatta e adolescenti in esplosione ormonale aspettano solo di essere conquistati: basta farsi trovare… ma come?<br />
Per essere una pornostar online, è sufficiente avere… I numeri giusti? Belladonna è una porno diva Americana che per prima ha deciso di Aprile un channel su youtube. Ingrediente fondamentale: l’autoironia.</p>
<p>Ricapitolando: per avere successo nel mondo del porno occorre seguire poche semplici regole:</p>
<p>1) abbandonare ogni pudore<br />
2) non curare troppo la sceneggiatura<br />
3) fare un buon marketing di se stessi.</p>
<p>Il file è archiviato. Aspettiamo i vostri commenti per aggiornarlo!</p>
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		<title>Trovare l&#8217;anima gemella online</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/05/21/trovare-lanima-gemella-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 06:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[amore su internet]]></category>
		<category><![CDATA[anima gemella]]></category>
		<category><![CDATA[dating online]]></category>
		<category><![CDATA[internet dating]]></category>
		<category><![CDATA[trovare l'anima gemella]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione al dating online
Reduci da un appuntamento andato male? Quello che pensavate fosse l’uomo della vostra vita è in realtà la persona più noiosa del pianeta?
Siete stufi degli infiniti appuntamenti al buio presi da amici troppo premurosi? Tranquilli, non siete soli… la ricerca dell’anima gemella ha radici molto molto antiche….
I siti di dating stanno sostituendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Introduzione al dating online</h3>
<p>Reduci da un appuntamento andato male? Quello che pensavate fosse l’uomo della vostra vita è in realtà la persona più noiosa del pianeta?<br />
Siete stufi degli infiniti appuntamenti al buio presi da amici troppo premurosi? Tranquilli, non siete soli… la ricerca dell’anima gemella ha radici molto molto antiche….</p>
<p>I siti di dating stanno sostituendo le vecchie agenzie matrimoniali: chat, email e video sono strumenti efficaci per il primo approccio, spesso la parte più difficile di una relazione. Ma come funziona un sito di dating? Chi si nasconde dietro un nickname? Ne parliamo con Maurizio Zorzetto, Country Manager di Meetic in Italia.</p>
<h3 id="fragment-name2">I trucchi del “mestiere”</h3>
<p>Gestire un profilo su un sito di dating può diventare un vero e proprio lavoro: la scelta della foto giusta, una presentazione accattivante, un ripasso generale della grammatica italiana… Ma quali sono i trucchi per chi vuole cercare l’anima gemella online? Ne parliamo con Rossano Sambo, autore di numerosi testi che affrontano questo tema.</p>
<h3 id="fragment-name3">Come passare da una relazione online ad una relazione offline</h3>
<p>Ma non è sole nei siti di dating che si può trovare l’anima gemella. La rete è uno spazio abitato da milioni di persone sconosciute, e, come nello spazio fisico, a volte il caso è più efficace della nostra determinazione. State chattando da mesi con l’autore del blog che leggete tutti I giorni? Vi siete perdutamente innamorati di una collega dopo aver visto le sue foto su flickr? Bene, c’è chi ha scritto un manuale per la gestione di emergenze come questi: come passare da una relazione online a una offline. Ce lo raccontano Mafe e Vanz, gli autori del manuale:</p>
<h3 id="fragment-name4">I social network</h3>
<p>Le proprie paranoie e I propri pensieri più nascosti non saranno sexy, ma sembrano avere molto successo su una delle piattaforme più popolate: Facebook. Nonostante nasca per rimanere in contatto con I propri amici, molti la usano anche come territorio di caccia per anime solitarie. Applicazioni come “Are You Interested?” o “Speed Date” sono ottimi strumenti per conoscere nuove prede… Che ruolo ha Facebook nella ricerca dell’anima gemella? Ne parliamo con Giuseppe Civati, co-autore del libro “L’amore ai tempi di Facebook”:</p>
<p>Se Facebook non nasce per fare incontri romantici, è però un’ottima palestra per allenare la nostra capacità di mettere in scena noi stessi e costruire un personaggio da proporre al nostro pubblico invisibile. Ma quanto sta cambiando il nostro modo di relazionarci online? Ne parliamo con Fabio Giglietto, docente di Nuovi Media presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”.</p>
<h3 id="fragment-name5">Ultime raccomandazioni</h3>
<p>In sintesi, per trovare l’anima gemella online bisogna:</p>
<p>1) presentarsi al meglio, ma senza esagerare: nessuno crederà che quella foto in cui siete alti e snelli sia davvero vostra.<br />
2) tenete sempre vicino un dizionario mentre chattate: non sempre la vostra pioggia di emoticon e abbreviazioni sarà apprezzata.<br />
3) non chattate con più persone contemporaneamente: sbagliare finestra nel messenger potrebbe rivelarsi un errore micidiale!</p>
<p>Il file è archiviato. Aspettiamo i vostri commenti per aggiornarlo!</p>
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		<title>Scaricare musica e film legalmente</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/05/17/come-scaricare-musica-e-film-legalmente/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 06:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[download legale]]></category>
		<category><![CDATA[scaricare film]]></category>
		<category><![CDATA[scaricare musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il p2p e la condivisione online
Parliamoci chiaro: chi non ha mai usato il p2p? Chi non ha mai gioito per aver trovato via torrent quel brano sconosciuto a tutti I negozianti a cui l’avete chiesto disperatamente? Chi non ha mai visto un film in streaming dal computer? C’è da dire, però, che il reddito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Il p2p e la condivisione online</h3>
<p>Parliamoci chiaro: chi non ha mai usato il p2p? Chi non ha mai gioito per aver trovato via torrent quel brano sconosciuto a tutti I negozianti a cui l’avete chiesto disperatamente? Chi non ha mai visto un film in streaming dal computer? C’è da dire, però, che il reddito di scrittori, cantanti o attori dipende dalla tutela legale e morale della loro opera contro il furto, quella che oggi viene definita pirateria informatica.<br />
Per questo motivo i governi di tutto il mondo stanno cercando di disciplinare quello che appare come un danno economico ad un intero comparto industriale.</p>
<p>Nel Settembre 2008 l’Italia istituisce il Comitato tecnico contro la pirateria digitale, con lo scopo di ” individuare proposte e azioni per il contrasto della pirateria”. La Francia, presa a modello per I suoi provvedimenti, ha isituito la legge conosciuta come Creation et Internet: gli Internet Provider devono monitorare gli indirizzi IP degli utenti che scaricano file illegalmente e segnalarli a un’autorità competente; dopo due avvertimenti, il provider è autorizzato a sospendere il servizio internet delll’utente. Nell’aprile 2009 viene inferto un colpo durissimo a uno dei simboli del download libero: The Pirate Bay, il sito per l’indicizzazione dei file torrent, viene condannato per violazione di copyright.<br />
Ma quando nasce questo fenomeno? Cos’è il p2p e perchè fa così paura?</p>
<p>Secondo l’industria musicale, il p2p ha gravemente danneggiato gli artisti: il CNR di Pisa parla di un giro d’affari di 60 milioni di euro solo in Italia, circa iI 40% del fatturato delle case discografiche. E’ chiaro il motivo per cui le major stiano facendo pressioni per reprimere il fenomeno. Ma si possono davvero cambiare le abitudini di migliaia di utenti? Forse sarebbe più produttivo trovare modi per assecondare le esigenze e le abitudini degli utenti senza per questo rinunciare ai legittimi riconoscimenti economici per gli artisti. Esistono modi legali per avere la propria musica preferita senza dover acquistare un obsoleto, e a volte costoso, cd? Ne parliamo con Enzo Mazza, presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana).</p>
<h3 id="fragment-name2">Il cinema e il download illegale</h3>
<p>La musica non è il solo contenuto di intrattenimento disponibile online: il cinema è un altro settore che sta facendo i conti con la pirateria; oltre ai classici torrent o ai sistemi p2p, ci sono diversi siti che permettono di vedere film in prima visione in streaming sul proprio computer.<br />
Il cinema, è ormai chiaro, non può più considerare il web come una semplice vetrina per trailer e rassegne stampa, ma deve considerarlo come un nuovo canale di distribuzione, con le sue logiche e le sue opportunità. Esistono soluzioni alternative alla pirateria nel mondo del cinema? Ce ne parla Maurizio Ferrari di FilmIsNow.it, un sito che permette di scaricare film a pagamento e legalmente.</p>
<h3 id="fragment-name3">Le serie televisive e la distribuzione nel Web</h3>
<p>Un altro contenuto che gli utenti sembrano apprezzare molto sono i programmi tv: serie americane non ancora uscite in Italia sono facilmente disponibili per il download, anche in alta definizione; spezzoni di trasmissioni televisive si trovano su youtube il giorno dopo la messa in onda. Questa sorta di collezionismo televisivo ha portato alcuni broadcasters ad agire, ognuno con più o meno apertura nei confronti della Rete: c’è chi, come Mediaset, ha fatto causa a YouTube per violazione del copyright e chi come la BBC ha realizzato un proprio player, un canale su YouTube e offre gratuitamente i propri podcast. Una strada simile, sebbene con un percorso più lento, è stata percorsa anche dalla nostra emittente pubblica, mamma RAI. Di questo parliamo con Gianluca Stazio, Marketing e Sales Manager di RaiNet:</p>
<h3 id="fragment-name4">La convergenza mediale</h3>
<p>La digitalizzazione della cultura sta portando con sé evoluzioni incredibili nelle modalità di fruizione dei contenuti e nelle piattaforme disponibili per gli utenti. Henry Jenkins l’ha definita “cultura convergente”: uno spostamento culturale che incoraggia gli utenti ad interagire con i contenuti, a creare connessioni tra diversi prodotti ed usare le tecnologie come strumenti per sperimentare diverse esperienze mediali. Di questo ci parla Evita Barra, Marketing Manager di Microsoft Italia.</p>
<h3 id="fragment-name5">Creative Commons e l’economia del dono</h3>
<p>Una tale dinamica nella circolazione dei contenuti rende davvero difficile mantenere un equilibrio tra tutela del copyright e accessibilità ai prodotti culturali. Per questo motivo nel 2001 in America è nata l’organizzazione no profit Crative Commons: fondata da Lawrnce Lessig, docente di Giurusprudenza a Standford., nel 2002 l’organizzazione pubblica il set di 6 licenze che costituiscono il cuore del creative commons, successivamente tradotte e adattate agli ordinamenti delle altre nazioni.</p>
<p>Queste licenze intervengono sul concetto di diritto esclusivo e riservato: se con la legge sul diritto d’autore qualunque uso dell’opera deve essere autorizzato da chi ne detiene i diritti, con le creative commons le opere sono pubblicate specificando il grado di libertà nella riproduzione e nell’utilizzo da parte di terzi: pubblicare, distribuire, persino modificare il prodotto originario.sono operazioni concesse a seconda del tipo di licenza associata. Nate in riferimento al software, le licenze creative commons trovano diversi ostacoli nella loro applicazione su larga scala. Ce ne parla Cory Doctorow, Internet guru e attivista Creative Commons.</p>
<p>Se il movimento creative commons sogna un mondo i</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Girare un film e distribuirlo online</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/05/10/girare-un-film-e-distribuirlo-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 06:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema online]]></category>
		<category><![CDATA[film online]]></category>
		<category><![CDATA[girare un film]]></category>

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		<description><![CDATA[La distribuzione cinematografica al tempo di Internet
Il cinema, la fabbrica dei sogni: storie che accompagnano la nostra vita, ne scandiscono in momenti salienti, interpretando un’epoca e una società. Ma il cinema non è solo un’arte, e anzi è prevalentemente un business, parte fondamentale della cosiddetta industria culturale. Un’industria che in quanto tale ha delle precise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">La distribuzione cinematografica al tempo di Internet</h3>
<p>Il cinema, la fabbrica dei sogni: storie che accompagnano la nostra vita, ne scandiscono in momenti salienti, interpretando un’epoca e una società. Ma il cinema non è solo un’arte, e anzi è prevalentemente un business, parte fondamentale della cosiddetta industria culturale. Un’industria che in quanto tale ha delle precise modalità produttive e degli apparati consolidati per generare prodfitto, in primo luogo la distribuzione. Qual è la storia della distirbuzione cinematografica e come sta cambiando sotto la spinta del digitale?</p>
<p>Il cinema perciò si trova di fronte a due cambiamenti fondamentali: un nuovo canale di distribuzione che frammenta l’audience su diverse piattaforme e il crollo delle barriere d’accesso ai mezzi di produzione e distribuzione. Quest’ultimo punto è probabilmente il più dirmompente: nuovi registi possono emergere dall’anonimato e rivelarsi al pubblico producendo opere che distribuiscono online senza costi e senza l’intermediazione di altri soggetti. Come sta cambiando il cinema grazie alla Rete? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Niola, giornalista e critico cinematografico da sempre attento alle dinamiche del Web.</p>
<h3 id="fragment-name2">I fan-movies: un fenomeno culturale</h3>
<p>Probabilmente I primi a produrre film per il puro gusto di farlo, senza alcuno scopo commerciale, sono stati i fan. I primi fan film infatti risalgono già agli anni 80, quando le telecamere consumer e le VHS si affacciano sul mercato, permettendo di distribuire e far circolare I contenuti semplicemente spedendoli via posta ai membri del fan club. Oggi I fan film sono più complessi e a volte indistinguibili dal film originale. E’ il caso di “Dark Resurrection” &#8211; ispirato a Star Wars &#8211; prodotto per il LucasFilm Contest e diventato un cult grazie al passaparola online. Abbiamo chiesto ad Angelo Licata, regista del film, di parlarci del progetto e di come lo ha realizzato.</p>
<h3 id="fragment-name3">La distribuzione cinematografica in Rete</h3>
<p>Ma non sono solo I fans a diffondere le proprie produzioni online; molti altri registi stanno popolando la rete di film indipendenti, a volte ottenendo un notevole successo. Quali sono le tecniche per produrre un film destinato al web? E soprattutto, è possibile generare un guadagno da una produzione per la rete? Insomma, come si diventa novelli Steven Spielberg? “Torno Subito” è il primo film in alta definizione distribuito online e abbiamo chiesto a Simone Damiani, il regista, di raccontarci come ha fatto a distribuire il film online.</p>
<h3 id="fragment-name4">Cinema e videogiochi</h3>
<p>La rete quindi non produce un guadagno, se non in termini di visibilità: una sorta di generatore di opportunità. Ma il digitale e la rete stanno producendo anche altre innovazioni, che riguardano prevalentemente il suo linguaggio: quella di internet è la cultura del remix, del cut up, in cui I riferimenti culturali si mischiano all’incrocio di generi prima rigorosamente separati. Un esempio? Cinema e videogiochi. Ne parliamo con Alessandro Schiassi, uno degli ideatori del fan-movie di “Metal Gear Solid”.</p>
<p>Le opportunità esistono e anche le major se ne sono accorte: sono ormai molti i contest online per giovani registi, a volte anche supportati da mostri sacri del cinema. E’ il caso di Spike Lee, che da tempo promuove e patrocina il contest lanciato dalla piattaforma tv babelgum e rivolto a giovani registi. Dunque: prendete la telecamera e girate il film di domani… non diventerete ricchi, ma avrete qualcosa da raccontare ai vostri nipoti…</p>
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		<title>Vivere senza uscire di casa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[telelavoro]]></category>
		<category><![CDATA[vivere in casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Le origini del telelavoro
La casa: il nostro regno, il nostro rifugio, il nido in cui ci sentiamo protetti, circondati dai nostri oggetti e dai nostri cari.
Purtroppo però non passiamo in casa molto del nostro tempo e, anzi, la giornata tipo implica uscire di casa, prendere un mezzo di trasporto e spostarsi nella città per raggiungere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Le origini del telelavoro</h3>
<p>La casa: il nostro regno, il nostro rifugio, il nido in cui ci sentiamo protetti, circondati dai nostri oggetti e dai nostri cari.<br />
Purtroppo però non passiamo in casa molto del nostro tempo e, anzi, la giornata tipo implica uscire di casa, prendere un mezzo di trasporto e spostarsi nella città per raggiungere il luogo di lavoro, l’università o la scuola; poi ci sono gli acquisti e le commissioni; e infine le serate con gli amici. Ma si potrebbe vivere senza uscire di casa? Oggi sì, e secondo alcuni potrebbe essere una risposta alla crisi, al global warming e allo stress imperante nelle nostre società. Non a caso, l’idea di ridurre il pendolarismo accompagna le società occidentali già da molto tempo…</p>
<p>A partire dagli anni ‘80 le cose sono cambiate in maniera significativa: oggi la diffusione della tecnologia permette di lavorare da casa o in movimento, tanto che sempre più persone sono in grado di lavorare a prescindere dalla propria localizzazione fisica. Ma quali sono i vantaggi del telelavoro? Ne parliamo con Patrizio De Nicola, docente di Sociologia dell’Organizzazione presso l’Università La Sapienza di Roma.</p>
<h3 id="fragment-name2">L’e-commerce</h3>
<p>Ma il lavoro non è la sola attività che è possibile svolgere comodamente seduti sul proprio divano.<br />
Oggi è possibile pagare bollette, fare la spesa e comprare prodotti grazie al web, senza il rischio di imbattersi in lunghe code alla cassa o di rimanere incastrati nel traffico del rientro: con pochi click si può trovare tutto quello che si cerca… Ma qual è lo stato del commercio elettronico in Italia e in Europa? Lo abbiamo chiesto a Gianroberto Casaleggio, titolare di Casaleggio Associati, una società che analizza strategie di commercio in Rete.</p>
<h3 id="fragment-name3">La socialità in Rete</h3>
<p>Possiamo lavorare, possiamo acquistare prodotti di ogni tipo senza mettere piede fuori casa╔ ma le relazioni sociali? Uscire con gli amici, parlare, confrontarsi? I social network forniscono piattaforme per la condivisione di pensieri, preferenze musicali, gusti letterari; possiamo chattare mentre guardiamo lo stesso film, mandare foto e consigliare amici. I social network soddisfano il nostro bisogno di socialitê senza costringerci ad allontanarci dal nostro migliore amico: il computer. Che valore ha la nostra vita sociale in Rete? Ne abbiamo parlato con Luca De Biase, direttore di Nova 24, l’inserto tecnologico de Il Sole 24 Ore.</p>
<h3 id="fragment-name4">Vivere senza uscire di casa: aspetti psicologici</h3>
<p>Insomma, vivere senza uscire di casa è possibile, purché si cambi punto di vista sulla tecnologia… Quali sono però le conseguenze? Ce lo spiega Giuseppe Riva, docente di Psicologia dei Nuovi Media.</p>
<p>Abbiamo visto come vivere senza uscire di casa. Non solo è possibile: è anche ecologico e fa bene all’economia.</p>
<p>Ma farà bene anche a noi?</p>
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		<title>Rendersi invisibili in Rete</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/04/26/rendersi-invisibili-in-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni internet]]></category>
		<category><![CDATA[invisibili in rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Le prime “spie”
Intercettazioni, telecamere di sorveglianza, tracciamento dei dati di navigazione… Dopo l’11 settembre il confine tra sicurezza globale e privacy è diventato sottile. L’informazione è al centro di una guerra tra controllo e libertà, una guerra iniziata molto tempo fa, ma che oggi riguarda tutti da vicino…. Quali sono le informazioni rilevanti, chi le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Le prime “spie”</h3>
<p>Intercettazioni, telecamere di sorveglianza, tracciamento dei dati di navigazione… Dopo l’11 settembre il confine tra sicurezza globale e privacy è diventato sottile. L’informazione è al centro di una guerra tra controllo e libertà, una guerra iniziata molto tempo fa, ma che oggi riguarda tutti da vicino…. Quali sono le informazioni rilevanti, chi le cattura e come le analizza? Facciamo un passo indietro, dagli albori all’affermazione dell’importanza dell’intelligence:</p>
<p>Con la chiusura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Echelon">Echelon</a>, tuttavia, non è scomparso il desiderio che ne ha motivato la costruzione: conoscere e monitorare le informazioni scambiate non solo tra gruppi militari o industrie in competizione tra loro, ma tra comuni cittadini. La Rete, in questo senso, è un deposito di informazioni preziose: dati di connessione, percorsi di navigazione, orientamenti religiosi e politici, rete di relazioni: social network, email, chat, forum e blog sono una miniera di informazioni da comporre in quadri significativi. Se l’intelligence è l’attività connessa al reperire e dare senso ad informazioni sconosciute, come è cambiata questa attività con la rete e quali sono le tecniche per poter analizzare tutti questi dati? Ne parliamo con Alessandro Zanasi, docente di Knowledge Management e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Data_mining">Data Mining</a> presso l’Università di Bologna.</p>
<h3>Il Web tra controllo e privacy</h3>
<p>Nella percezione di chi si occupa di garantire la sicurezza, siamo di fronte ad una svolta epocale: è il sogno di poter prevenire il crimine, di poter agire per impedire che un atto terroristico avvenga. La tecnologia ci permette non solo di rendere disponibili determinate informazioni, ma attraverso il data mining e il text mining, di renderle interessanti, di trarne delle informazioni attraverso procedure automatizzate: in pratica costruire a partire da informazioni separate e parcellizzate, dei legami. Lo chiamano “unire i puntini”.<br />
In questa proliferazione di dati e informazioni, qual è il limite tra esigenze di controllo e privacy? Ce ne parla Giovanni Ziccardi, docente di Informatica Giuridica presso l’Università Statale di Milano.</p>
<p>L’11 settembre e i successivi attentati di Londra e Madrid, in effetti hanno cambiato profondamente l’approccio alla sicurezza:<br />
2002, Stati Uniti d’America. <a href="http://www.darpa.mil/">DARPA</a>, l’agenzia per la ricerca e lo sviluppo del Dipartimento della Difesa Statunitense. fonda lo IAO, l’<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Information_Awareness_Office">Information Awarness Office</a>. Lo scopo dichiarato dello IAO è mettere a punto “sistemi di informazioni in grado di contrastare minacce asimmetriche attraverso l’ottenimento della conoscenza della totalità dell’informazione”.</p>
<p>Le associazioni per i diritti civili, preoccupate dall’invasivisità del progetto rispetto alla privacy dei cittadini, sollevano un dibattito che porta il Congresso a sospendere qualunque finanziamento pubblico alla struttura. Molti progetti continuano tuttavia ad esistere e a ricevere finanziamenti da altre strutture americane, come la <a href="http://www.nsa.gov/">National Security Agency</a>. 2009, Gran Bretagna: il <a href="http://www.commonsleader.gov.uk/output/Page2461.asp">Communication Data Bill</a> è una proposta di legge che intende modificare la data retention, imponendo agli operatori telefonici e telematici di conservare non solo I dati di traffico, ma anche il contenuto delle conversazioni.</p>
<h3>L’intercettazione</h3>
<p>Quindi c’è una distinzione netta tra contenuto delle comunicazioni e cosiddetti dati esterni. Mentre i dati esterni sono oggetto del data mining, le conversazioni sono soggette ad un’altra metodologia d’indagine: l’intercettazione. Le intercettazioni telematiche, nella fattispecie, non sono generalizzate e sono disciplinate secondo precise disposizioni che ne garantiscono la conformità con la legge sulla privacy. La data retention, recentemente modificata, si configura invece come la conservazione dei cosiddetti dati esterni. Ma siamo sicuri che questa distinzione risponda davvero alla realtà? Di questo argomento discutiamo con Luca Lupària, docente di Diritto Penale presso l’Università di Teramo.</p>
<h3>Gli strumenti per rendersi invisibili</h3>
<p>Il caso Skype è esploso il 14 febbraio 2009 quando il quotidiano La Repubblica ha pubblicato <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/giustizia-10/boss-skype/boss-skype.html">un’inchiesta sull’uso del famoso servizio da parte della malavita</a>. <a href="http://www.eurojust.europa.eu/">Eurojust</a>, l’organismo europeo che si coordina le indagini sulla criminalità informatica, ha perciò chiesto all’azienda di fornire gli algoritmi e i codici che permettono di ascoltare le conversazioni. La compagnia ha accettato di collaborare. La tecnologia, è evidente, sta forzando distinzioni e prassi consolidate. Nuovi crimini richiedono nuovi strumenti…</p>
<p>L’approccio del legislatore sembrerebbe in effetti molto attento alla sicurezza, anche a costa di sacrificare un po’ la privacy dei cittadini.<br />
Tuttavia l’anonimato è un diritto, ha detto Giovanni Ziccardi, perchè rientra nel diritto alla libertà d’espressione, dunque tutelato dalla costituzione. Ma cosa significa essere anonimi? Come si diventa invisibili in rete? Ne parliamo con Marco Calamari, responsabile del <a href="http://pws.winstonsmith.info/">Progetto Winston Smith</a>.</p>
<p>Quali risorse ha un utente medio per non essere tracciato?<br />
La crittografia non è l’unico strumento per garantire la privacy nelle proprie comunicazioni, poichè, come abbiamo visto, non è solo il contenuto della comunicazione a poter essere tracciato, ma anche dati di connessione e localizzazione. Ne parliamo con Jan Reister che ci spiega cos’è Tor e come può esserci utile.</p>
<p>Tor e la crittografia sono perciò strumenti che tutti noi possiamo usare, consapevoli che la privacy è un diritto che il Garante per la privacy continuamente tutela. Il futuro della tecnologia, tuttavia, non è ancora del tutto scritto e diverse applicazioni scardineranno nuovamente le nostre certezze.</p>
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		<title>Guadagnare con la pubblicità online</title>
		<link>http://geekfiles.current.com/2009/04/19/guadagnare-con-la-pubblicita-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 06:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Stagione]]></category>
		<category><![CDATA[guadagni online]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità online]]></category>

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		<description><![CDATA[Le origini della pubblicità online
La rete ha rivoluzionato molti mercati: la tv, la stampa, la distribuzione di servizi e prodotti non sono più gli stessi da quando internet si è diffusa per un uso domestico, oltre che professionale. La pubblicità tradizionale, in cui l’agenzia crea un messaggio che viene proposto &#8211; e a volte imposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="fragment-name1">Le origini della pubblicità online</h3>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">La rete ha rivoluzionato molti mercati: la tv, la stampa, la distribuzione di servizi e prodotti non sono più gli stessi da quando internet si è diffusa per un uso domestico, oltre che professionale. La pubblicità tradizionale, in cui l’agenzia crea un messaggio che viene proposto &#8211; e a volte imposto &#8211; ad un pubblico generalista deve imparare le nuove regole della comunicazione online. Ecco una breve storia delle origini della pubblicità online.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">La pubblicità contestuale apre un mercato completamente nuovo: l’opportunità per gli inserzionisti di colpire il proprio target di riferimento e scoprire esattamente cosa I consumatori cercano vogliono e acqusitano. Il passaparola, l’interattività e la modalità di fruizione tipica del Web impongono alle aziende un tono più informale, un rapporto diretto con I consumatori, trasparenza e capacità di mettersi in discussione e soprattuto… rispondere alle critiche degli utenti.</p>
<h3 id="fragment-name2">Quanto si investe nella pubblicità online?</h3>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">In tutto il mondo il volume di traffico degli investimenti pubbicitari online sta sempre più erodendo I budget dedicati ad altri media, in particolare stampa e tv, e le proiezioni per gli anni a venire sono sempre più incoraggianti.<br />
Ma l’Italia? Quanto spendono le aziende italiane in pubblicità online? Lo abbiamo chiesto a Layla Pavone, Presidente di IAB Italia e Managing Director di Isobar Communications.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Se le grandi aziende ancora stentano ad investire, la rete offre diverse possibilità anche per inserzionisti con meno capacità di spesa, che possono sfruttare servizi nati appositamente per loro e bypassare così le agenzie e I centri media, da sempre detentori dei media planning aziendali. Uno degli strumenti più utilizzati è Google AdSense e abbiamo chiesto a Giorgia Longoni, direttore marketing di Google Italia, di illustrarci come funziona.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<h3 id="fragment-name3">Guadagnare con i blog</h3>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">AdWords e Adsense sono perfetti per le piccole aziende, molto localizzate o per editori verticali, con un pubblico non numeroso ma ultra specializzato. E’ stato infatti adottato subito dagli editori più piccoli di tutti: I cosiddetti nanopublisher, meglio noti come blogger… Ai vantaggi giò consistenti del blog, privo di barriere all’ingresso, nè economiche nè tecnologiche, si aggiunge la possibilità di generare revenues. Ne parliamo con David Di Tivoli, co-fondatore del popolare network di nanopublishing <a style="color: #ac0604; text-decoration: none; background-color: transparent;" href="http://www.isayblog.com/">ISayBlog</a>.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Il blog, quindi, può essere remunerativo, ma solo per I pochi che riescono ad ottenere un traffico notevole e per chi soprattutto ha un certo spirito imprenditoriale… Robin Good ne è un esempio lampante: con molto impegno e dedizione è riuscito a mettere in piedi <a style="color: #ac0604; text-decoration: none; background-color: transparent;" href="http://masternewmedia.org/">MasterNewMedia</a>, il primo network internazionale di siti Web (con base operativa a Roma) i cui proventi economici derivano esclusivamente dalla pubblicità online. Lo abbiamo intervistato.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Nel rapporto diretto tra un inserzionista e un numero potenzialmente infinito di editori online, è evidente che a mettersi in gioco non è solo l’inserzionista; l’editore online che inserisce una determinata pubblicità sul suo sito lo fa accettandone tutte le conseguenze, positive o negative che siano.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Avvicinarsi alla pubblicità online significa anche prendere confidenza con una certa terminologia che potrebbe risultare un po’ ostica ai novizi: ecco un breve sketch che spiega cos’è il CPM, uno degli elementi chiave della pubblicità online.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<h3 id="fragment-name4">La doppia faccia della pubblicità online</h3>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Il contraltare delle possibilità offerte dalla pubblicità online (risultati di ricerca rilevanti) è rappresentato dalla questione della privacy: per ottenere tutte queste informazioni pubblicitarie mirate e interessanti dobbiamo mettere sul piatto un po’ di dati personali. Se siamo proprietari di un account su Google è teoricamente possibile che tutta la nostra search history (ovvero l’elenco di tutte le parole da noi cercate su Google) possa rappresentare il paradigma di riferimento di AdSense nel momento in cui ci mostra delle pubblicità. In questo caso si potrebbe parlare addirittura di pubblicità “personalizzata” più che “contestuale”. Abbiamo chiesto a Marco Pancini, Responsabile Relazioni Istituzionali di Google Italia, di parlarci della questione della privacy.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Google specifica che agli inserzionisti vengono fornite solo informazioni di natura non personale, ad esempio il numero di clic effettuati sugli annunci. Le informazioni personali degli utenti non vengono quindi vendute o condivise con terzi. L’accuratezza delle pubblicità contestuali fornite da Google all’interno di Gmail sarebbe quindi dovuta ad un sistema di analisi semantica che è in grado di rilevare le parole chiave e capire di cosa si parla nelle email che riceviamo e scriviamo, senza tuttavia leggerle.</p>
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">
<p style="font-family: Tahoma, Georgia, Arial, 'century gothic', verdana, sans-serif; font-size: 13px; padding: 0px; margin: 5px;">Il file è archiviato. Aspettiamo i vostri commenti per aggiornarlo!</p>
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